4. Lettera a un'amica

27 giugno 2008

Cara Anto,
che bello sentirti. E' vero, ci siamo perse un po' di vista.

Ti dirò, non sono affatto contenta del lavoro. Mi hanno messa a fare monitoring and evaluation, e dalla mia posizione di appena arrivata è molto limitante, perché ovviamente non so nulla dei particolari di tutti i progetti che sono ongoing. Inoltre non ho un superiore. Ora cambiamo capo, e penso che la mia posizione verrà rivista, per fortuna. Per il resto mi sembre di perder tempo. Resto qui tuttavia, perché penso che l'esperienza al di là di questo, valga. E ora dovrò ricominciare a mandare cv...

Però ti dico una cosa. Gli anni passano. La vita in questi paesi è difficile per una donna sola. Io sinceramente comincio a pensare ad altre cose belle nella vita che non siano il lavoro. E realizzo che se continuo a fare questa vita vagabonda mai potrò realizzarle.

E poi non riesco più ad adattarmi; sei mesi, è vero, sono il minimo per adattarsi e poi la vita riprende a scorrere. Ma io sono impaziente e dopo due settimane vorrei, ho bisogno di essere assestata! Perché negli ultimi anni, sei mesi è stato il tempo massimo delle mie esperienza, e bisogna tuffarsi nella corrente il prima possibile per poter vivere appieno. Ora di mesi davanti ne avevo 12, ma non sono poi tanti di più.


E infine, penso di non essere fatta per la cooperazione, per vedere gente incapace o inconsapevole che lavora a **, le porcherie, gli sperchi, e tanta povertà. Solo chi è nato ricco e non ha mai toccato la merda può secondo me lavoare a **. Altrimenti ti incazzi.

Oppure forse mi lascio invadere troppo, per essere una cooperante. Io non riesco a vedere la povertà e questi bambini. Non riesco a chiuderli fuori dalla porta di casa quando rientro. Non ce la faccio. Lascio che mi seguano nella mia vita privata. 

Allora che devo fare, rinchiudermi nella mia gabbia dorata europea? Forse...Forse ho raggiunto il mio limite, il mio momento di massima espansione, e devo ammettere che ora è il momento semplicemnte di stabilizzarmi dove sento di stare bene io.

Scusa il tono...ma le contraddizioni sono davvero tante. E il personale locale qui è composto solo da componenti di famiglie ricche che lavorano in ** perché è un tipo di posizione che si confà al loro lignaggio, e che continuano a fare la vita che fanno (molto più agiata di noi vecchi europei) solo perché esistono i poveri e gli ignoranti, se no perderebbero tutti i loro privilegiQuindi credo che lavorare a **, lungi dal scegliere di stare con gli ultimi, significhi proprio perpetuare i privilegi. 

Io credo che il mio futuro sia in Europa.

E tu?
Un abbraccio forte
Margot

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