6. Il Khamseen

Venerdì 28 Marzo


Oggi visita al Cairo copto con Sara. Alla fermata della metro di Mar Girgis, sulla banchina, c’erano due capre libere, da sole.

A un certo punto il cielo è diventato giallo. Sta iniziando la stagione del vento dal deserto, il khamseen. Tra l’altro la finestra della cucina non l’avevo chiusa bene (cioè, non si può chiudere…), e quando sono tornata a casa avevo la cucina piena di sabbia arancione.
La vita sta lentamente prendendo una piega rilassata. Comincio a trovare un po’ di ripetibilità e capacità di anticipazione, e flessibilità. L’inquinamento è sempre fastidioso, ma mi sto abituando. Perché ho voglia di vivere questo paese, e perché non ho più paura ad andare in giro da sola, o meglio…cerco di fregarmene.

Domenica 6 Apr 2008


Questa notte mi sono precipitata giù dal letto alle 2.30, svegliata da un rumore di vetri infranti. Il vento urlava fortissimo e faceva tremare la vetrata in salotto. È il Khameseen che arriva, ho pensato. Ho avuto paura che la finestra in cucina si fosse aperta e fosse stata sbattuta – dato che non si chiude completamente. Per fortuna niente di rotto in casa mia, ma ho continuato a lungo a sentire rumore di vetri infranti proveniente da ogni parte.Atmosfera apocalittica. Oggi il cielo è giallo, così come ogni cosa toccata da questa luce gialla e densa. L’aria è spessa e ruvida, e lascia la gola arsa.
Il Cairo è ancora una volta invisibile dietro a una bassa coltre di polvere, oggi più spessa del solito e di colore più giallognolo, perché al grigio dello smog si unisce la polvere del deserto.

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